Corso sulla Sicurezza sul Lavoro
Abbiamo seguito un corso sulla sicurezza sul lavoro, previsto dal D.Lgs. 81/08, che è una formazione obbligatoria per lavoratori e studenti equiparati. Il corso serve a farci capire come riconoscere e gestire i rischi presenti negli ambienti di lavoro e ci ha permesso di ottenere un attestato nominativo con valore legale.
Durante il corso abbiamo imparato quanto sia importante la sicurezza sul lavoro per evitare infortuni e garantire un ambiente più sicuro per tutti. È emerso che la sicurezza non riguarda solo il datore di lavoro, ma anche ogni singolo lavoratore, che ha diritti (come lavorare in un ambiente sicuro) e doveri (evitare comportamenti rischiosi). Questo ci ha fatto capire anche l’importanza di saper riconoscere situazioni pericolose e di utilizzare sempre i dispositivi di protezione quando necessari. Il tema è stato collegato anche all’Educazione Civica, perché riguarda la responsabilità e la cittadinanza attiva.
Un aspetto fondamentale del corso è stata la distinzione tra pericolo e rischio: il pericolo è una situazione o un elemento che può causare danni, mentre il rischio è la probabilità che quel danno si verifichi. Abbiamo anche approfondito la differenza tra prevenzione, cioè le misure per evitare gli incidenti, e protezione, cioè le misure che riducono i danni se l’incidente avviene. In questo contesto abbiamo conosciuto i DPC (dispositivi di protezione collettiva) e i DPI (dispositivi di protezione individuale).
Abbiamo poi visto alcune regole importanti per chi lavora al computer, in particolare l’importanza di una postazione ergonomica e delle pause regolari per chi utilizza i videoterminali per molte ore.
Infine, abbiamo affrontato anche il tema delle emergenze e del primo soccorso. In caso di pericolo bisogna mantenere la calma, seguire le vie di fuga e raggiungere il punto di raccolta. Abbiamo anche conosciuto le figure degli addetti antincendio e primo soccorso, che intervengono nelle situazioni di emergenza per aiutare e coordinare le operazioni di sicurezza.

Sanità, ricerca e progettazione
Durante il secondo anno scolastico, il percorso si è concentrato sull’innovazione e sulla capacità di progettare soluzioni orientate al futuro della cura e dell’assistenza.
Abbiamo partecipato al progetto della Fondazione Silene, intitolato “At School of CARE”, per un totale di 35 ore. Il percorso è stato incentrato sui quattro pilastri del modello CARE: Collaborazione, cioè il lavoro di squadra tra studenti e professionisti; Assistenza, con attenzione alla persona e alla qualità della vita; Ricerca, legata all’innovazione scientifica e tecnologica; ed Educazione, intesa come formazione continua e crescita professionale.
Il programma si è articolato in tre fasi principali. La prima è stata l’Unità Umanistica, in cui abbiamo affrontato il tema della cura attraverso prospettive diverse come etica, letteratura e musica. La seconda è stata l’Unità Nazionale e Internazionale, con webinar e incontri con esperti del settore sanitario provenienti da diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, India e Africa, che ci hanno permesso di comprendere le sfide della sanità a livello globale. La terza fase è stata quella progettuale, in cui abbiamo sviluppato un progetto sanitario originale con il supporto di tutor e docenti.
Questa esperienza ci ha permesso di avere una visione più ampia del mondo della sanità, andando oltre le competenze scientifiche e comprendendo anche l’importanza dell’empatia, dell’etica e della cooperazione internazionale nella cura della persona.
Il percorso si è concluso con la presentazione ufficiale del progetto il 9 maggio 2025 presso l’Auditorium dell’Istituto St. Louis di Roma, momento in cui il lavoro teorico è stato trasformato in una proposta concreta.
Inoltre, abbiamo svolto un’attività di approfondimento presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli, con una visita di circa 3 ore. Questa esperienza ci ha permesso di osservare da vicino il contesto professionale e le sedi in cui vengono prese decisioni importanti per la professione medica, facendoci sentire parte di una comunità sanitaria più ampia.
Nel complesso, questo percorso ha contribuito a rafforzare la nostra motivazione, dandoci una visione più consapevole e concreta del futuro in ambito sanitario.

Clinica e Deontologia
Nel corso del primo anno del mio percorso, ho avuto un primo contatto con il mondo medico, che ha unito sia l’aspetto pratico in ambito ospedaliero sia quello teorico legato all’etica e alla deontologia professionale.
Una delle esperienze principali è stata presso la Casa di Cura “Maria Rosaria” di Pompei, per un totale di 20 ore. Qui ho potuto vivere una vera e propria immersione in una struttura sanitaria d’eccellenza, visitando diversi reparti e servizi come i laboratori di analisi del sangue, la TAC, la PET e il reparto di neonatologia. È stato particolarmente interessante osservare come la tecnologia supporti la diagnosi clinica nella pratica quotidiana. Durante la visita abbiamo incontrato diversi specialisti e un momento che mi ha colpito in modo particolare è stato quello dedicato al reparto di oncologia, dove si è parlato dell’importanza della prevenzione e dei progressi nelle terapie contro i tumori, sottolineando anche il bisogno di nuovi giovani medici orientati alla ricerca e all’innovazione.
Un’altra esperienza significativa si è svolta presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli (OMCEO), per un totale di 15 ore. In questo contesto ho iniziato a comprendere meglio il significato e la responsabilità legata al ruolo del medico e al cosiddetto “camice bianco”. Abbiamo ascoltato le testimonianze di diversi professionisti, tra cui il Dottor Mario Delfino, che ha condiviso la propria esperienza raccontando la vita quotidiana del medico, le diverse specializzazioni e il percorso di studi necessario per intraprendere questa carriera. Questi incontri ci hanno permesso di approfondire anche l’importanza dell’etica, dell’umanità e del rapporto medico-paziente, oltre che a riflettere sulla motivazione personale e sull’impegno richiesto da questa professione.
Nel complesso, il mio percorso PCTO di quest’anno è stato un equilibrio tra osservazione clinica e formazione teorica. Attraverso la visita alla Casa di Cura Maria Rosaria e l’esperienza presso l’OMCEO di Napoli, ho iniziato a comprendere in modo più concreto cosa significhi davvero lavorare nel mondo della sanità oggi, unendo competenze scientifiche, responsabilità ed empatia.

PCTO a bordo
In occasione del viaggio d’istruzione del quinto anno, ho partecipato a un percorso di PCTO di 48 ore a bordo di una nave MSC. Questa esperienza ha rappresentato un’opportunità unica per osservare da vicino come viene gestita una struttura turistica e logistica di altissimo livello.
Durante le ore di formazione, ci siamo focalizzati sul funzionamento dietro le quinte di una vera e propria “città itinerante”. Abbiamo analizzato le dinamiche del lavoro di squadra a bordo, il coordinamento dei diversi settori e, in particolare, le sfide legate alla transizione ecologica nel settore marittimo. Comprendere gli sforzi tecnologici che le grandi compagnie stanno mettendo in atto — dall’efficientamento energetico alla gestione virtuosa dei rifiuti in mare — mi ha permesso di connettere le materie scolastiche a una realtà aziendale concreta.
Questo percorso mi ha aiutato a sviluppare una maggiore consapevolezza critica rispetto al concetto di turismo responsabile. Credo che imparare a valutare la sostenibilità delle grandi industrie sia una competenza chiave per il mio futuro percorso accademico e professionale.
